Il Sator

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Un mistero ancora da risolvere nascosto tra le pietre della Cattedrale di Siena

Se vi piacciono gli enigmi da risolvere… Siena fa al caso vostro!
In particolare, il Duomo di Siena nasconde un mistero ancora oggi irrisolto, quello del quadrato del SATOR.

Arrivati di fronte alla Cattedrale, per trovare il SATOR, detto anche “il quadrato magico”, dovete cercare con pazienza tra le pietre della parete esterna sinistra del Duomo, quella che guarda il palazzo arcivescovile.
Dopo un’attenta ricerca troverete una piccola epigrafe scritta in latino, incisa su una pietra chiara, composta di cinque parole, ciascuna di cinque lettere, che recita: “SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS”.

La frase è ripetuta per cinque volte a formare, appunto, un quadrato. La sua particolarità è che tutta la frase risulta palindroma e può quindi essere letta in modo identico dall’alto in basso, dal basso in alto, da destra a sinistra e viceversa. E c’è di più: evidenziando le parole centrali “TENET” ci accorgiamo che esse formano una croce al centro del quadrato.

Il SATOR non è un’esclusiva senese: lo troviamo nei resti di Pompei, tra le rovine romane in Ungheria e sull’Eufrate, in manoscritti medievali, su papiri ed amuleti etiopi e copti e sulle pareti di svariate chiese italiane ed europee. E il suo fascino deriva dal suo significato, che ancora oggi non conosciamo.

Letteralmente, e comunemente, la parola SATOR è considerata soggetto della frase e tradotta come “il seminatore”; TENET sarebbe il verbo della frase, con il significato di “tiene”; OPERA può essere tradotto con “con le opere”, mentre ROTAS sarebbe il complemento oggetto inteso come “le ruote”. AREPO, invece, è l’unica parola il cui significato rimane tutt’ora oscuro, dal momento che compare solo in questo tipo di iscrizione e non è quindi nemmeno possibile compararla con altri contesti. Potrebbe trattarsi del nome del seminatore? Oppure, come ha ipotizzato qualcuno, di un tipo di carro celtico?

Nel Medioevo si diffuse la credenza per cui il Sator servisse ad allontanare i cani rabbiosi, mentre nel Rinascimento veniva usato come talismano dagli alchimisti; il gesuita Athanasius Kircher lo riteneva addirittura un simbolo satanico, per poi passare ad essere considerato, nell’età del positivismo, un semplice gioco enigmistico o numerico.

Tra le interpretazioni più disparate possiamo però eliminarne almeno una: quella che si tratti di un simbolo dei Templari, che a Siena – ma nella Chiesa della Magione in Camollia – erano di casa. Il quadrato magico è stato infatti trovato anche in luoghi mai frequentati dai Templari.

Sul SATOR il mistero rimane, anche se più di recente ha preso piede una tesi piuttosto accreditata, e compatibile anche con la sua ubicazione, sulla facciata della Cattedrale di Siena. La parola “OPERA”, che troviamo su molti edifici religiosi sparsi per l’Europa, indicherebbe una sorta di “conclusione dei lavori”: da qui l’idea che il gioco di parole possa significare “che Dio (la cui casa sarebbe appunto la Cattedrale) mantenga questa opera”.

Dove: Duomo di Siena, lato Palazzo Arcivescovile

Quando: Meraviglia sempre visitabile

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